04/06/2026 - 15:30

AI Generativa e/o Human Touch: l’identità di marca si può “delegare”?

L’adozione dell’AI generativa nella produzione di contenuti e nella personalizzazione su larga scala è ormai strutturale in tutte le agenzie creative – non più una sperimentazione underground, ma un componente integrato nei flussi di lavoro quotidiani. Eppure il percorso è stato tutt’altro che lineare: da una fase pionieristica fatta di curiosità individuale, si è passati attraverso una “sindrome dell’impostore”, fino alla normalizzazione attuale, in cui i clienti non solo accettano l’AI ma in alcuni casi la richiedono esplicitamente.Il quadro che emerge è però ancora profondamente disomogeneo: le grandi holding si sono date policy rigide, i brand del lusso restano diffidenti verso contenuti 100% generativi, i clienti più piccoli rischiano di fare  del tutto a meno delle agenzie – armati di strumenti come Canva o, presto, di modelli generativi accessibili a chiunque. Il nodo centrale non è tecnico ma identitario: quando parte del processo creativo è automatizzato, chi presidia la voce del brand? Come si evita l’omologazione? E quali competenze servono davvero – dentro le agenzie e fuori – per usare questi strumenti con intelligenza, senza né sopravvalutarli né sprecarli?

Fabrizio Piccolini, Executive Creative Director, Mirror

Giulio Nadotti, Chief Creative Officer, The Ad Store